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9 risultati

  • Akkura – Cosmotropico

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    Titolo: Cosmotropico

    Autore: Akkura

    “Cosmotropico” è il titolo del nuovo album degli Akkura.  La band di Palermo pubblica il suo quarto album, un disco gioioso, una manciata di brani in technicolor per raccontare il proprio “cosmo-tropico”.

    10,90
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  • Alessio Bondì – Sfardo

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    Titolo: Sfardo
    Autore: Alessio Bondì

    “Sfardo” è il titolo dell’album di debutto del cantautore siciliano Alessio Bondì.

    L’autore palermitano, già vincitore del Premio De André, esordisce con il suo primo album e lo fa pubblicando un disco ispirato, dieci canzoni di una grazia cruda e meravigliosa

    10,90
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  • Fabrizio Cammarata & Paolo Fuschi – Skint and Golden (Vinile 12″)

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    “Skint and Golden” è un album “soul” non solo musicalmente ma anche nel senso più letterale del termine: questo è un disco con una grande “anima”. Registrato tra Manchester in Inghilterra (base del chitarrista e autore Paolo Fuschi) e Palermo (casa del cantautore e giramondo Fabrizio Cammarata), l'album è il risultato di un desiderio che i due amici avevano coltivato per più di dieci anni: scrivere insieme un disco che avesse come capisaldi spontaneità e suoni caldi.

    L'album esce esclusivamente in vinile 12″ per l'etichetta palermitana 800A Records, distribuito da Audioglobe. “My Salvation”, il primo singolo estratto, è uscito l'estate scorsa in digitale ed è entrato subito in rotazione su Rai Radio2.

    “Paolo è un musicista immenso”, dice Fabrizio Cammarata, “l'unico amico con cui condivido un certo amore per il Soul, il Blues, il Reggae, la Motown, il Funk, Miles Davis e tanti altri. Tutto è iniziato per caso, una mattina avevo quest'idea per la testa. Ecco cosa volevamo: due artisti diversi che si unissero per creare qualcosa che fosse inedito, nuovo per entrambi. Abbiamo scritto alcune canzoni a Milano, le abbiamo registrate a Manchester con amici di Paolo, musicisti di spicco nella scena mancuniana. Abbiamo missato a Palermo e masterizzato in Austria e California. Fra la telefonata di fine aprile in cui l'idea è nata e il mastering finale sono passati pochi mesi. Un disco spontaneo al 100%…”

    Love songs and work songs quindi in “Skint And Golden”, dove “skint” è una parola mutuata dallo slang britannico per dire “al verde”, una parola che anche le generazioni governate dalla Thatcher conoscono fin troppo bene. Ed è da questo dramma contemporaneo che nasce la consapevolezza che anche con poco ci si può sentire “dorati” e solari, privilegiati per il puro fatto di poter dare alla luce un disco solo volendolo, poiché il sogno è la ricchezza senza possesso.

    Fabrizio Cammarata col suo ultimo album “Rooms” ha guadagnato grandi consensi di critica e airplay in tutta Europa, anche grazie al lavoro del produttore JD Foster (Marc Ribot, Capossela, Calexico) e i featuring di Joey Burns e Jairo Zavala (Calexico/Depedro). Fabrizio ha suonato con Patti Smith, Ben Harper, James Morrison, Xavier Rudd, Daniel Johnston, Spain, Tamikrest e ha partecipato a festival come SXSW, Eurosonic, Reeperbahn fra gli altri.

    Paolo Fuschi è nato a Palermo ma vive in UK da più di 10 anni, diventando grazie alle proprie qualità chitarristiche e compositive, un nome ben noto nella scena musicale di Manchester. È membro della band del cantautore Sam Gray, è stato in tour con Peter André per i più prestigiosi palchi britannici, come la London O2 Arena, e porta avanti altri progetti con Steve White (batterista storico di Paul Weller), Damien Minchella (Ocean Colour Scene), e Julie Gordon (ex Happy Mondays).

    16,80
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  • Le Formiche – Figli di nessuno (Vinile 12″)

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    “Figli di nessuno” (800A Records) è il primo album de Le Formiche, rock band nata nel 2010 e formata da Giuseppe LaFormica (chitarra e voce), Roberto Calabrese (batteria), Carmelo Drago (basso) e Valerio Mina (chitarra).

    Giunte alla prima prova sulla lunga distanza dopo i singoli “Le Bombe” e “Francisco”, Le Formiche dimostrano qui tutta la propria anima autoriale e un'innata capacità di racconto.
    Il disco è concepito come una collezione di storie, fatti, personaggi e ogni traccia è il capitolo di un libro che trae ispirazione dalla vita vera in quartieri difficili di una città come quella da cui proviene la band, Palermo. Storie da prigione, criminali e avvoltoi, ma anche amori, sentimenti forti, aspirazioni, sogni e voglia di riscatto.

    Lungi dal voler stabilire una propria morale o definire cosa è giusto e sbagliato, Le Formiche conducono, attraverso queste undici tracce, un viaggio musicale nella realtà quotidiana che li circonda, traendo ispirazione per le proprie tessiture sonore dai maestri di sempre Johnny Cash, Bob Dylan, Talking Heads, Clash o gli italiani Francesco De Gregori e Vasco Rossi.

    Dall'urlo generazionale della traccia d'apertura “Non ho un lavoro”, passando per ballate come “Fortuna” o “Mio fratello”, fino alla struggente “Sam Cardinella”, che è la storia vera di un condannato a morte giustiziato a Chicago nel 1921.

    Un commento a parte merita il brano “Storie da prigione” (che dà anche il nome ad un progetto di concerti nelle carceri portato avanti in questi mesi dalla band): “Si chiudono i cancelli e quando sento alle mie spalle il rumore del ferro che isola il carcere dal resto del mondo, lo stomaco si contrae e inizio a pensare. Penso a noi, a tutte le persone che stanno portando avanti questo lavoro, penso che devo andare dritto come un treno e guardare in faccia tutti i detenuti per trasmettere loro speranza; portarli mentalmente fuori e al di là di quei cancelli e lasciare che la musica faccia il suo lavoro e risuoni dentro di loro, ora e dopo che saremo andati via…” G. La Formica.

    “Figli di nessuno” è stato prodotto da Fabio Rizzo e registrato interamente a Palermo nei nuovi studi della 800A Records, che con i Waines e questo disco de Le Formiche inaugura il proprio catalogo in vinile. Il mix è stato affidato a JD Foster presso il Montrose Studio di Richmond, negli Stati Uniti e il sound che risulta da questa collaborazione internazionale è un perfetto mix di canzone d'autore italiana e sound americano, con forti influenze anni '60 e '70.

    Questa la tracklist: “Non ho un lavoro”; “Storie da prigione”; “Fortuna”; “Le Bombe”; “Sam Cardinella”; “Francisco”; “Occhio per Occhio”; “E' la legge”; “Mio Fratello”; “Figli di Nessuno”.

    16,80
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  • Nicolò Carnesi – Bellissima Noia

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    Titolo: Bellissima Noia
    Autore: Nicolò Carnesi

    Un album dal suono caldo e avvolgente, che parla delle solitudini che accompagnano i protagonisti verso un epilogo catartico e liberatorio, verso una “bellissima noia”. Un album con il quale Carnesi si conferma un artista poliedrico, un cantautore atipico dalla scrittura autentica, capace di mescolare ispirazioni sixities con pop contemporaneo, creando qualcosa di originale e magnetico.

    13,50
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  • Omosumo – Omosumo

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    Titolo: Omosumo
    Autore: Omosumo

    Un album, visionario e sorprendente, attraverso il quale la band racconta il suo mondo, lontano e diverso eppure così simile a quello reale.
    Un full lenght da ascoltare tutto d’un fiato, 30 minuti in perenne equilibrio tra ballad liquide e fughe adrenaliniche da togliere il respiro.
    Un flusso di coscienza con il quale abbandonano definitivamente la forma canzone a favore di una unità da concept album.

    10,90
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  • Persian Pelican – Sleeping Beauty

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    Titolo: Sleeping Beauty
    Autore: Persian Pelican

    A quasi quattro anni di distanza dal secondo album How to prevent a cold, Persian Pelican aggiunge un altro tassello alla sua discografia con Sleeping Beauty.

    12,00
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  • Sergio Beercock – Wollow

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    Sergio Beercock, nato a Kingston upon Hull in Inghilterra nel 1990 da madre siciliana e padre inglese, è un artista poliedrico che, nonostante la giovane età, si muove con disinvoltura tra musica e teatro. “Wollow” è il suo debutto discografico, al culmine di un periodo intenso che lo ha visto impegnato prima in tour teatrali con spettacoli molto apprezzati da pubblico e critica, e poi in una full immersion artistica che lo ha portato a concepire questo primo album.

    “Wollow” è un vero e proprio viaggio tra i luoghi, i suoni e i colori che più hanno influenzato Beercock: i borghi dello Yorkshire in cui è nato, i casolari rurali della Sicilia in cui è cresciuto, il riverbero delle Ande sudamericane che ha scoperto da adolescente, o i sobborghi urbani delle grandi città e le loro innumerevoli storie invisibili.

    Tim Buckley, Nina Simone, Pedro Aznar e Bert Jansch sono i primi riferimenti a cui si pensa ascoltando questo disco, nel quale gemme folk minimali come Reason, Pennies o Battle For Attention convivono con episodi più direttamente collegati alla tradizione inglese come The Barley And The Rye o Century, passando per le atmosfere nordiche di Naked e Beauty Of The Dirt e quelle più sudamericane di An Exaggerated Song, Jester e Silencio.

    Tutto questo è mescolato in un sogno in cui la voce a volte narra, a volte crea, a volte si comporta da strumento musicale per accompagnare l’ascoltatore verso un racconto intimo che in più di un’occasione all’interno del disco vira sorprendentemente verso l’allucinazione e la psichedelia.

    Sergio Beercock ha suonato pressoché tutti gli strumenti coinvolti nell’album: è arrivato in studio armato di guitalele e voce con l’intenzione di “fotografare” ciò che era avvenuto dal vivo nell’ultimo anno, nel quale in tanti in giro per la Sicilia si sono accorti del suo talento. L’incontro artistico con il produttore Fabio Rizzo (già al lavoro con Alessio Bondì, Nicolò Carnesi, Dimartino, il Pan del Diavolo, Fabrizio Cammarata e altri) ha però generato scintille inaspettate, che hanno rivelato un Beercock formidabile polistrumentista in grado di suonare dal charango al pianoforte, dal flauto boliviano ai synth, fino a percussioni di ogni tipo, compreso il proprio corpo.

    “Wollow” è stato prodotto durante un periodo di residenza artistica all’interno del nuovo spazio “Indigo Music” , creato da 800A Records insieme a un gruppo di professionisti della musica nella cornice di Palazzo Lampedusa a Palermo. L’uscita del disco è anticipata dal videoclip del primo singolo estratto, “Battle For Attention”, realizzato da Fabio Leone, Antonella Barbera e lo stesso Sergio Beercock.

    Credits:

    Testi e musica di Sergio Beercock, eccetto “The Barley And The Rye” (traditional) e “Silencio” (Pedro Aznar).

    Prodotto, registrato e mixato da Fabio Rizzo a Indigo, Palermo.

    Masterizzato da Andrea De Bernardi a Eleven Mastering, Busto Arsizio.

    Management & Booking: Oriana Guarino – oriana@indigomusic.it

    Ufficio stampa: Gabriele Lo Piccolo – info@gabrielelopiccolo.it – 3204424268

    12,90
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  • Waines – Stu (Vinile 12″)

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    Waines – Stu

    Supporto: Vinile 12″


    Psycho-Blues that will probably become cult!”
    Access! All Areas (D)“STU should raise the heartbeat of every grounded Bluesfan. Eleven varied, roots bounded Songs are on it, also a pretty funky cover of Soulwax’ “NY Excuse””
    Visions (D), May 2009″Buy the Waines, Listen to the Waines, spread the word of the Waines. Recognize that in Italy there are people that know how to rock. And they can. Monumental!”
    Rockerilla (I)

    “The new album on long distance of the Waines – the name seems to derive from a famous local pizza-guy – doesn’t do anything else than reconfirm the already high expectations of the first EP. A noisy, clashing rocknroll with strong blues influences, with a bit of punk, dirty garage and an open relation to pop, psych and stoner. Hybrid dynamite between Jon Spencer, Rolling Stones, Black Keys, White Stripes, Beck, AC/DC and Led Zeppelin”
    Il Mucchio (Italy)

    “Great seventies guitars, a convincing and particular voice, the talent to fish the best out of the past without becoming nostalgic and calligraphic: The Waines need attention!”
    Rocksound (Italy)

    “The Waines are back – in great way. After only an EP “A controversial Earl Playing” – that showed us a energic rock’n roll band, here’s finally the album. With “STU” they go heavy, and get into that 2009 with a master record, and with the bullets in the revolver.”
    Rockit (Italy)

    “… a true hidden hint… Their massively, every trend passing produced debut “Stu” has the flair of smokey backyard bars and classic Bluerock of bands like Canned Heat, with a modern sound… with the Soulwax-Cover “NY Excuse” the Waines conquer hearts”
    Album of the week – Westfälische Rundschau (D) 8. August 2009

    “Waines sound dirty, reactionary and cool. Their Blues comes from deep within and is worth it to be checked out with calm.
    Constantin Aravanlis, Teleschau.de / www.yahoo.de August 2009

    “La macchina di carne sbuffa e pulsa. Vedere i Waines in concerto spinge – costringe – a considerare ancora una volta un aspetto chiave della natura sempre ambigua del rock. Il trio di Palermo fila come un treno. […] Incessante, implacabile. Mantengono ritmo e intensità crudeli, come in una rappresentazione espressionista della Fabbrica. Ma il macchinario è vivo, i tre Stachanov sudano, si consumano. Sembra quasi che vadano avanti a creare musica nuova per continuare a combatterla, a distruggersi, come pugili sorprendentemente sempre più carichi col passare dei round. Musicisti che s'immolano all'estasi della musica. Rock and roll, per intenderci.”
    Paolo Bassotti www.gibson.com

    credits

    released September 11, 2009

    Produced by WAINES. Recorded, mixed and mastered at The Cave Studio, Catania, by Daniele Grasso.

    16,80
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